I giorni volano ed oggi è già l’ultimo per Silvio qui a Kep-Kampot.
Dopo l’usuale colazione al Today Coffee, ci avviamo e questa volta Sokkea ci porta su una strada diversa per vedere se le strade interne alla vallata sono meglio della statale. Prendiamo la sterrata che lo scorso anno ad Agosto ho percorso per andare al Secret Lake quando sono rientrato da Koh Rong.
La strada è ancora migliore dello scorso anno sebbene ancora sterrata. Ad un certo punto svoltiamo a destra in direzione Kep e la cosa si fa più impegnativa. Niente di che ma con gli scooter non è proprio una passeggiata. Cosa diversa sarebbe se avessimo delle moto da fuoristrada come quella che ho noleggiato lo scorso anno ad Agosto. Ma allora con tutta la pioggia non c’era proprio alternativa, almeno per me, per sentirmi più tranquillo e sicuro alla guida. Mentre Sokkea aveva continuato imperterrito, anche sotto la pioggia e con le strade tutte infangate, ad usare lo scooter come quelli che abbiamo noleggiato quest’anno.
Lungo la strada breve stop per un rabbocco di benzina tipicamente cambogiano, con il carburante versato da una vecchia bottiglia di Coca Cola che se non risale ai tempi della guerra del Vietnam poco ci manca.


Quando arriviamo al centro abbiamo un meeting con i ragazzi che si sono diplomati quest’anno e da pochi giorni hanno saputo di avere passato l’esame di stato. Non ci sono tutti, perché qualcuno è indaffarato a lavorare o fare commissioni per la famiglia. Anche quest’anno su 11 partecipanti agli esami di stato, 10 promossi e solo una ragazza bocciata, che adesso vedremo cosa vuol fare. Ovviamente noi spingeremo perché continui e finisca almeno la high school.
Ci sono presenti la mia Ry Kemheng, Sorn Chansomaly, Phon Visal, Peo Lina, Eng Titlika, Doeurn Cheatra e una ragazza che non conosco e che non era inserita nel programma di sostegno a distanza. Sokkea spiega fino a quando i sostegni a distanza proseguiranno. Tutti sono in scadenza tra la fine d’anno e il primo trimestre del 2024. L’idea è quella di sostenerli per il tempo necessario a consentire loro di sistemarsi ed eventualmente, per chi frequenta a tempo parziale, trovare un lavoro. Sokkea su questo fronte è particolarmente attivo e sta attivando amici e parenti per permettere ai nostri ragazzi di lavorare. La mia impressione è che lui riveda in questi ragazzi molto di se stesso quando era stato sostenuto dai suoi sponsor francesi di Aspeca fino agli studi universitari. Per questo che riesce a mettere così tanto impegno in questo lavoro.
Terminato il meeting facciamo un po’ di foto perché poi non so se riavrò l’occasione di rivederli prima della mia partenza.








La prima home visit della giornata non è propriamente la visita ad una casa. Andiamo ad incontrare Si Chandavy, uno dei nostri ragazzi che dopo una prima esperienza come monaco che avrebbe dovuto durare qualche settimana, ha deciso di intraprendere la vita monastica. Si trova presso la pagoda Chariavong non distante dalla strada di accesso che arriva al nostro centro, in direzione di Kep.
Trovo un ragazzo pacato e sereno. Parla con un soffio di voce. Chiedo a Sokkea se posso abbracciarlo, ma mi fa cenno con la testa, assolutamente no. Agli uomini è permesso toccare i monaci e quantomeno posso appoggiargli la mano sulla spalla quando facciamo qualche foto. Alle donne è assolutamente vietato avere qualsiasi contatto fisico con un monaco. Sokkea mi dice che fino a qualche tempo addietro alle donne era persino vietato incrociare lo sguardo con i monaci, usanza superata dal correre dei tempi.
Per Chandavy è ora di andare a mangiare con gli altri confratelli nella grande sala comune al di là del cortile. Da una porta esce un capo monaco con una tunica rossa e chiede chi siamo e cosa facciamo. Sokkea risponde con grande rispetto. Il monaco quando sente chi siamo e cosa facciamo mi sorride e io rispondo con un sorriso e il saluto con le mani giunte.
Seguiamo Chandavy nella sala dove i monaci stanno mangiando. Ognuno ha il suo posto fisso e le posizioni sono distinte in base al grado e alla posizione gerarchica dei vari monaci. Nella sala c’è silenzio e noi entriamo, ovviamente a piedi scalzi, cercando di fare meno rumore possibile. Il locale è molto ben decorato con affreschi del Buddha e di episodi religiosi.
Un monaco che siede da solo alla fine della tavola alza la testa dalla scodella dalla quale sta mangiando e chiede a Sokkea qualcosa. Vuole sapere da dove vengo. “Ah Italy” e mi sorride. Io rispondo con il saluto a mani giunte e ringrazio. Le due anziane signore che sono presenti (sono le donne che aiutano a predisporre il cibo pr i monaci) fanno qualche domanda a Sokkea e sorridono. Salutiamo e ringraziamo.
C’è un senso di profonda calma nel monastero. Penso che sarebbe interessante fare un’esperienza di qualche settimana in uno di questi luoghi. Magari chissà, se il buon Dio mi lascia arrivare alla pensione, potrebbe essere una esperienza interessante.

















Riprendiamo il nostro giro nel villaggio e passiamo alla casa di Da Kunthea e Socheata. La mamma sta preparando la frutta da portare l’indomani all’uscita della scuola, dove vende mango e altri frutti ai bambini. Ci mostra che ha confezionato dei piccoli contenitori in foglia di banana in modo che i bambini possano riporre gli avanzi senza usare borsette in plastica. E’ il primo piccolo esempio che vedo di attitudine eco-friendly e plastic free. Anche qui si stanno rendendo conto, soprattutto non avendo un servizio di smaltimento rifiuti che non sia bruciarli a sera, che la plastica rischia di soffocare loro e il loro ambiente. Speriamo che questa mentalità si diffonda sempre più, sarebbe davvero importante per la vita delle persone e per l’ambiente.
Ci viene offerto mango e wood fruit. Il wood fruit ha un sapore che mi ricorda qualcosa ma non riesco a individuarlo. Entrambi combinati con un intingolo di sale e peperoncino sono ottimi. Poi Sokkea insiste per farmi assaggiare un intingolo di pasta di gamberi, ma a momenti butto fuori anche l’anima. “mmmmm Buono” gli dico facendo una faccia che è tutto un programma e suscitando l’ilarità di tutti i presenti.
La piccola Kunthea ad un certo punto sale in cattedra e al centro dell’attenzione declamando una filastrocca che elenca tutti i mesi dell’anno indicando le caratteristiche di ciascuno. Di primo acchito ci coglie di sorpresa e non facciamo in tempo a riprenderla e allora le chiediamo il bis della sua esibizione che lei è ben felice di concederci. Questa bimba è davvero uno spettacolo di dolcezza. Da sciogliersi ogni volta.
Silvio non è con noi perché è andato al mercato con Malay a prendere i regali per Chan Noeurn ed Enisona. Arriva anche lui e faccio di tutto per fargli provare l’ottima pasta di gamberi, ma non ne vuole sapere. Sarei stato curioso di vedere se la sua espressione sarebbe stata meglio o peggio della mia.












Alle 12.30 siamo a casa di Chhorn Pisey, la ragazza sotenuta dall’amica Cristina. Mamma mia quanto è cresciuta! Ormai ha 13 anni. Quando abbiamo avviato il sostegno a distanza ne aveva XX. Vive in una bella casa in legno inserita in una proprietà pulita e ordinata come capita di rado di vedere da queste parti. Sono com lei la mamma e la nonna. Maglietta nera e gomma lunga arancione a fiori. Sta davvero bene.
Ci porta le foto dei suoi sponsor e così ho modo di raccontarle di loro e di Ty, il loro ragazzo nato in Cambogia, fratello di cuore e non solo del nostro Nhak e della nostra Saem. Mi ascolta curiosa e attenta. Parla poco e come spesso accade con questi ragazzi con un filo di voce. A volte per me è davvero difficile non tanto comprendere quello che dicono ma sentire quello che dicono.






E’ tempo di salutare e andare a mangiare un rapido boccone perché questo pomeriggio si va a Kep al mare con un folto gruppo dei nostri bambini.
Appena arrivati al centro i tuk tuk ci stanno già aspettando e così pure i bambini. La prima cosa che dobbiamo fare è mantenere la promessa fatta a mia moglie Egidia di fare qualche foto dei nostri ragazzi per il gemellaggio con i bambini di una delle scuole primarie di Mariano Comense. Bo Lika è la star assoluta e le chiedo di fare una foto con la maglietta (per lei magliona) di A Smile for Cambodia. Silvio ci aggiunge gli occhiali da sole per dare ancora più look.




Pronti per partire. Appello per verificare la presenza di tutti quelli che ci devono essere e poi si va. I bambini sui tuk tuk con il nostro volontario tedesco, Theara e Malay. Io e le maestre con gli scooter. Channa si fa dare un passaggio da Houn. Sokkea dà un passaggio a Silvio che ha l’incarico di fare le foto durante il tragitto.
A partire dal monumento del cavallo bianco, che segna il bivio della strada che va verso Kep con quella che risale verso Kampong Trach e poi prosegue verso Phnom Penh, la strada è perfetta con il vialone tutto adornato di bandiere cambogiane. Sono in corso i preparativi del 10° Sea Festival che quest’anno si tiene a Kep. Poliziotti e soldati ovunque. L’impressione è che debba arrivare qui qualcuno di molto importante. Probabilmente il Primo Ministro Hun Maneth, figlio dello storico Primo Ministro Hun Sen che dopo le ultime elezioni di primavera ha lasciato la posizione al figlio Maneth, passando al ruolo di consulente del Re Sihamoni.
Lungo la strada continuo a sorpassare i tuk tuk dei bambini in modo da potermi fermare e fare delle foto. Ad un certo punto mentre sono dietro l’ultimo tuk tuk vedo che ad una bambina cade qualcosa. Torno indietro con cautela (sono in contromano) e trovo un paio di occhiali da vista. Rincorro il tuk tuk e mi avvicino pian piano fino a restituire gli occhiali. Il sorriso che mi fa è espressivo del grazie che mi vuole dire.

















Arrivati alla spiaggia di Kep troviamo tutto molto affollato. Sulla strada e sulla spiaggia sono in pieno svolgimento i preparativi per l’apertura del festival domani sera e la cerimonia di sabato sera. Stand gastronomici, street food, palchi per ospitare concerti.
Alla fine troviamo un posto per parcheggiare tuk tuk e moto e riusciamo a conquistarci una fetta di spiaggia per i nostri bimbi. Il tuffo nell’acqua è collettivo. Come sempre è una grande festa e i bambini si divertono a spruzzarsi addosso l’acqua di mare, a farsi trainare come se fossero dei trenini umani a tuffarsi. Nella mischia si sono infilati anche due giovani monaci che presumo provengano da Phnom Sosear.
Ovviamente il mio fisico scolpito e i miei lardominali non passano inosservati e sollevano la curiosità di bambini e bambine che ogni tanto vengono a pizzicare le mie abbondanze. Qualcuno è incuriosito dal tatuaggio che porto sulla schiena e legge quello che c’è scritto “Kniom srolaign Kampuchea” “Amo la Cambogia” e mi sorride.
Channa e le maestre rimangono prudentemente a guardarci sulla spiaggia mentre Theara è in acqua con i bambini scatenatissima. Riesco a fare una diretta su Facebook, che diventa un bel regalo di compleanno per Jane che proprio oggi compie gli anni e riesce a collegarsi per vedere la gioia dei nostri bambini che le mandano cuoricini e baci.
Facciamo un bagno in mare di paio d’ore. Quando usciamo sia io che Silvio e Sokkea siamo esausti a forza di rincorrere e trascinare i nostri scatenatissimi ragazzotti e ragazzotte. Le più scatenate con me sono Bo Lika, Pros Khemarà, Da Socheata, Rum Nita e Ry Soksalin che non mi mollano un attimo. E poi i ragazzi; Ry Pouly, Sinea Dayuk, Kin Sok e Kin Visal, e il mio Hor Donghey. Oltre ai due monaci che alla salute dei loro addominali scolpiti continuano ad abbracciare la mia panza in modo quasi imbarazzante, ma sembra un complimento più che una presa in giro. Sarebbe interessante capire cosa dicono. Ah ah ah ah.
Foto di gruppo e appello per controllare che ci siano ancora tutti.











Nel frattempo nelle acque antistanti la spiaggia si stanno svolgendo le prove di una competizione di moto d’acqua che probabilmente sarà uno degli eventi clou del Sea Festival. Magari sabato o domenica varrebbe la pena fare un salto per vedere un po’ come è questo festival, visto che magari non capiterà più l’occasione di vederlo, essendo tra l’altro che va a rotazione sulle diverse città costiere. L’ultimo festival che era stato qui a Kep era stato quello del 2015, quindi ben 8 anni fa.




Il viaggio di ritorno fila via liscio. Continuano ad arrivare camion pieni di soldati, Decisamente arriverà a Kep qualcuno di importante per dispiegare un tale apparato di sicurezza.
Al Centro i saluti con i bambini e gli insegnanti e mentre il sole è ormai quasi calato ripartiamo per Kampot. Questa sera abbiamo appuntamento a cena con l’amico Hep Thun. E’ sempre un piacere rivederlo e scambiare quattro chiacchiere. Silvio lo aveva conosciuto nel 2018. Facciamo una doverosa foto celebrativa a ricordo della bella serata.


Tempo di andare a riposare. Domani mattina parte presto per Phnom Penh e poi Battambang e io e Sokkea ancora prima per essere alla Scuola Primaria Namiko a Phnom Sosear per la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2023/2024, dove ci saranno le nostre bimbe che faranno un breve spettacolo di danza tradizionale khmer. Channa e Theara invece presenzieranno ad una analoga cerimonia alla Scuola Primaria Chariavong. Eh, impegni istituzionali ai quali non possiamo più mancare.
Anche questo è Cambodia or bust.
