Oggi la giornata prevede la distribuzione di materiali ai nostri bambini/e a ai nostri ragazzi/e della scuola secondaria e della high school. Questi ultimi, frequentando la scuola tutto il giorno, riescono a passare da noi verso la fine della giornata e nelle occasioni speciali, come in questo caso.
Al mattino arriviamo al Centro verso le 10-10.30. C’è già un gran via vai di ragazzi. Approfitto per fare un po’ di foto con quelli più grandi, che come detto ho meno occasione di vedere.
Innanzitutto il mitico Peo, con noi fin dall’inizio del progetto e uno dei primissimi Sostegni a Distanza fatti. E’ sempre sorridente e mi abbraccia forte. Lui che si porta dietro un handicap di espressione, che non gli ha impedito, seppure in tempi un po’ più lunghi di altri ragazzi, di arrivare a frequentare la classe 10 con ottimi risultati e adesso si appresta a frequentare la classe 11, penultimo anno della scuola superiore.


Poi in sequenza arrivano a fare le foto Danai, Kimlin, Sokha, Sokgnin, Em, Pisey, Soknen, Cheatra, Sreynich, Narin (anche lei con noi dall’inizio del progetto), Phannun, Tola, Chantry.













Poi è la volta dei più piccoli, che sto imparando a conoscere man mano e che non perdono occasione per chiedermi di fare loro o con loro una fotografia. E’ incredibile l’affetto con cui questi bimbi mi stanno accogliendo. E io mi sto davvero affezionando a loro.
Khemara, in sostegno a distanza da circa una anno, è una di quelle più affettuose e commoventi. Mi si avvicina ogni volta che lascia il centro, si ferma un attimo timida, mi guarda negli occhi, quasi a dire “posso?”, e poi mi abbraccia con una tenerezza che ogni volta mi commuove.
Nel fare le foto mi invento tutte le facce più buffe per farli sorridere. Mentre stiamo chiudendo le attività del mattino per andare a mangiare un boccone, arriva Leakena, con il suo sguardo dolce e timido.














Nel frattempo Theara ha preparato il pasto per il gruppo di bambini che mangia al Centro. Sokkea ha concordato con Channa che alcuni bambini che abitano molto lontano dal Centro, come ad esempio i fratelli Sok e Visal, o che hanno problemi di reperimento di cibo a sufficienza a casa, come ad esempio Khemara, Raty, Lika, possono ricevere un pasto a base di riso e carne o pesce, presso di noi.





Andiamo a pranzo al solito ristorantino di campagna e siamo io, Sokkea, Channa e Theara e Malay. Le porzioni in questo ristorantino sono sempre abbondanti. Fanno degli ottimi piatti sia di riso che con i noodles e io ne sto facendo una pelle. Mi diverto a scegliere le lattine di una bevanda energetica, che mette in palio premi, in particolare altre lattine gratuite. Lo scorso anno sono arrivato ad aprirne 5 vincenti una dopo l’altra. Ma quest’anno la fortuna è meno prodiga e appaiono più linguette con la scritta “Thank you”, che significa che non hai vinto niente, che linguette vincenti con il logo della bibita.




Dopo pranzo ci prepariamo alla distribuzione di materiali, che è sempre un momento carino per incontrare tutti i bambini/e e ragazzi/e. Mentre armeggio al computer per approfittare dei minuti ancora a disposizione per rincorrere qualche arretrato, eccola che arriva. Sievmean ormai è una presenza fissa al Centro e questo ci fa tutti contenti. Si sta rapidamente abituando al nuovo contesto e di giorno in giorno sembra incredibilmente mostrare dei progressi nell’interlocuzione. Stando in mezzo agli altri bimbi, anche semplicemente per un processo imitatorio, sta facendo passi da gigante. Mi saluta e mi fa capire che vuole venire in braccio. Sta lì tranquilla con la testa di tanto in tanto appoggiata alla mia spalla, mentre io armeggio al computer.



Poco prima delle 15 inizia la distribuzione. Oggi si distribuiscono una borsa sponsorizzata da un imprenditore amico di Sokkea, sapone, dentifricio, spazzolino da denti, Shampoo, matite e penne, quaderni, asciugamani, coperte, gli zaini e le uniformi nuovi per la scuola e confezioni di pesce in scatola.
Alle 16 io ho una conference call con l’Italia per discutere di un progetto di crowdfunding sul quale stiamo lavorando grazie all’amico Daniele e che speriamo ci consenta di fare funding per una significativa parte delle spese materiali del nostro progetto.
Tutti i bambini e ragazzi che ricevono il materiale ringraziano a mani giunte, secondo l’usanza di qui. Leggo nei loro occhi il senso di gratitudine. Non c’è abitudine, assuefazione al fatto che noi da ormai 10 anni lavoriamo con questo metodo delle distribuzioni periodiche di materiali. Lo sguardo è sincero. La gratitudine chiaramente percepibile. E questo è una cosa bellissima che mi lascia tutte le volte entusiasta di fare queste attività.
Ognuno di noi è assegnato alla distribuzione di uno specifico oggetto. C’è con noi anche il volontario tedesco che viene ogni giorno a fare lezioni di inglese e a dare una mano in più ai bambini con i compiti. Tra l’altro realizzo solo ora che non so ancora il suo nome. Sarà il caso di chiederlo a Sokkea.
















Durante la distribuzione, nelle brevi pause, approfitto per fare le foto con altri ragazzi e ragazze più grandi come la mia Kemheng e poi Liheng, Lina, Sokchan, Sokneang, Dany, Sreyroath e Makara, unico maschio del gruppo.






Foto finale di gruppo con tutti i partecipanti, sono davvero tanti. Poi devo scappare per collegarmi per la mia conference call, che è già stata avviata da qualche minuto.







Approfitto per mostrare ai miei interlocutori il nostro Centro e i bambini che cantano, come ogni sera, l’inno cambogiano, che quest’anno mi sembra molto più lungo. Infatti poi Sokkea, al quale chiedo spiegazioni, mi dice che di fatto è una versione modificata per i piccoli, che integra l’inno e una canzone per bambini per consentire loro di capire il senso del testo dell’inno ufficiale, di per se un po’ troppo “adulto” per essere compreso dai più piccoli.
Ora di ritornare a Kampot. Siamo già all’imbrunire.
E come ormai sapete, Cambodia or bust…..
