Cambodia or bust 5 Dicembre 2023/5 December 2023

Sveglia di buonora per questo martedì di lavoro sul campo. Alle 8 sono a fare colazione al Today Coffee e prima delle 8.30 siamo già in viaggio sulla disastrata strada Nazionale nr. 33 che ci porta ogni giorno da Kampot a Domnak Chamboak tra polvere, traffico e buche in quei rari tratti di asfalto rimasti.

Poco dopo le 9 siamo già in ufficio con Channa e Theara e io sono pronto a partire per le mie home visits della giornata. Theara ha la responsabilità di redigere il mio programma quotidiano, sulla base dell’elenco e delle priorità che ho fornito al team.

Iniziamo le home visits verso le 9.30 partendo dalla casa di Yorn Sak, fratello di Yorn Hak, ragazzo che è stato a lungo nel nostro programma SAD. La casa è la tipica casa in legno rialzata da palafitte con lo spazio sottostante utilizzato per le attività diurne. La famiglia coltiva ortaggi e verdure sia per il consumo personale che per la vendita e alleva galline per le uova e per il consumo di carne. C’è anche una grande vasca con pesci che vengono allevati per il consumo della famiglia. Hanno il pozzo per l’acqua, per tutti gli usi, e con le risaie che coltivano coprono praticamente tutto il fabbisogno di riso. Direi che questa è una situazione abbastanza tranquilla, anche se qui basta un problema di salute per mandare all’aria l’economia e la vita di una famiglia, non essendoci nessuna forma di assistenza, se non a pagamento.

Passiamo poi alla casa di Nuon Savan. E’ una casa che ho visitato anche lo scorso anno e proprio a seguito delle condizioni precarie della famiglia abbiamo poi spinto per l’inserimento di Savan in SAD. La situazione della casa e della famiglia è pressappoco quella dello scorso anno fatto salvo per il SAD di Savan, che dà tranquillità per la sua frequenza scolastica, e per l’arrivo di un piccolo, Savuon, di 2 mesi e mezzo. A questo punto il nucleo familiare è fatto di 6 persone; i genitori e 4 figli con età compresa tra i 2 mesi e mezzo di Savuon e i 10 anni di Savan che è il più grande dei figli. Probabilmente, vista la situazione generale della famiglia sarà il caso di mettere in priorità SAD il fratello Savouth di 6 anni che dovrebbe essere in prima elementare quest’anno.

Prossimo passaggio alla casa del nostro Sen Pholla, 8 anni, che però è a scuola. La casa è posizionata a due passi da uno stagno con stupendi fiori di loto. Stagno che è anche la riserva di acqua alla quale la famiglia attinge per l’acqua per tutti gli usi, compreso per cucinare e bere (e ci dicono che non necessariamente la fanno bollire). Dallo stagno attingono anche proteine, sotto forma di pesce, rane e serpenti. Non possedendo campi di riso devono comprarlo e il consumo mensile è di circa 2 sacchi al mese (100 kg) per una spesa, non proprio banale per queste famiglie, di 50-70 usd.

A casa troviamo il papà di 47 anni che lavora come muratore e le due sorelle di Pholla; la piccola Pollay di 3 anni e Pholly di 13 anni. C’è anche un’altra sorella, Pallette 11 anni, che adesso è a scuola. La mamma lavora a raccogliere peperoncino in una azienda agricola.

Prima di venire via lasciamo qualche pezzo di abbigliamento che ho portato dall’Italia. La piccolina sceglie un paio di pantaloncini corti ai quali si affeziona subito. Anche qui probabilmente è il caso di inserire un altro SAD perché la famiglia è numerosa e le entrate sono abbastanza precarie.

Prossima visita alla casa di Soeurn Saren, 13 anni, anche lui a scuola in questo momento. Qui la situazione sembra meglio. C’è un piccolo trattore. Di fronte alla casa un appezzamento di terreno coltivato a ortaggi, soprattutto zucchine e peperoncini che poi vengono venduti al mercato. Qui c’è anche un pozzo con l’acqua utilizzata per i vari usi tranne per bere, in quanto l’acqua da bere la acquistano.

Quando arriviamo c’è a casa la mamma con la piccola Daly di 2 anni. Ma poi arriva anche Saren e facciamo in tempo a fare delle foto anche con lui. C’è anche un altro fratello, Veasna, di 8 anni, che arriva da scuola proprio  mentre stiamo venendo via.

La casa successiva, per una volta, ci sorprende in positivo. E quella di Vanna Sakada. Una bella casa in muratura, nuova, addirittura con alcune parti ancora da finire. Mi dice Theara che si sono indebitati con la banca per una somma importante per poterla costruire. Il papà lavora in banca e quindi può fruire di tassi d’interesse agevolati. La mamma coltiva verdure e ortaggi.

A casa ci sono solo la mamma, che ci mostra la casa, e Sakada, appena arrivato da scuola. In famiglia c’è poi una sorellina di 2 anni. Facciamo qualche foto e poi ci avviamo per la parte del villaggio più remota al di là della ferrovia.

Qui invece troviamo quella che credo sia una delle situazioni più critiche in questo momento. L’avevamo già individuata lo scorso anno e infatti Nem Phors, la bambina di 12 anni che vive qui con la famiglia, è stata inserita in SAD. Phors ha due sorelle, una più grande di 15 anni e una più piccola di circa 4-5 anni.

La casa è isolata. Non ha acqua, che viene reperita nelle pozze che si formano con le piogge, né connessione alla rete elettrica. L’elettricità è fornita in parte da un pannello fotovoltaico, che ricordo dallo scorso anno è stato donato dalla nonna paterna quando i genitori si sono sposati, e da una batteria da auto. Il padre lavora come muratore e alla precarietà dell’impiego adesso si è aggiunto anche il fatto che ha avuto un incidente in moto riportando parecchie contusioni e danni alla spalla sinistra e alle costole. La mamma lavora come contadina sotto padrone.

Le condizioni della casa sono veramente al limite. Alcuni fiori rossi contribuiscono ad alleviare il clima di sofferenza che percepisco.

Non avendo campi di riso devono comprare il riso. E’ necessario un sacco di riso al mese (50 kg) con una spesa che adesso si aggira sui 160.000 Riel ossia circa 40 usd. Prezzo più alto del solito (noi i sacchi di riso da 50 kg li paghiamo da sempre, a seconda della qualità prescelta, tra i 25 usd e i 35 usd) perché adesso avendo pochi soldi a disposizione sono costretti a comprare piccole quantità alla volta.

Sulla via del ritorno ci fermiamo a salutare Reng Em. Anche qui ero venuto lo scorso anno e la mamma era indaffarata a preparare dolci di riso in foglia di banana. Adesso ha trovato lavoro come donna delle pulizia in una guesthouse a Kep.

Em ha 15 anni e frequenta quest’anno la classe 8, scuola secondaria. Ha due sorelle più piccole, di 12 e 11 anni.

I genitori sono divorziati e quindi le ragazze sono accudite e sostenute dalla mamma. Con il raccolto del campo di riso che hanno, coprono 9 mesi del loro fabbisogno alimentare e devono poi acquistare il riso per i restanti 3 mesi. Di solito consumano 1 sacco da 50 kg di riso al mese.

Salutiamo Em e rientriamo, perché ormai sono le 13 passate. Appuntamento a pranzo con Channa e Sokkea al solito ristorantino.

Dopo pranzo rientriamo al Centro e passo un po’ di tempo a osservare i miei bimbi che giocano a una strana morra. C’è in giro Kunthea che canticchia le sue canzoncine. Poi quando io inizio a fare un video sperando che prosegua il suo mini show mi guarda con i suoi splendidi occhioni ma non ne vuole sapere di proseguire a cantare.

Alle 16.30 io e Theara, ormai mio fido braccio destro per le home visits, andiamo per le ultime visite della giornata. Partiamo dalla casa di Uorn Somaly, 9 anni, che frequenta la classe quarta della scuola primaria da pochi giorni. Ha anche una sorella, July, di 16 anni che frequenta il penultimo anno della scuola superiore.

La casa è in legno su pilastri di cemento. La situazione non è male. Hanno un trattorino e un Long Tuk Tuk che immagino il padre utilizzi per fare piccoli trasporti. Hanno il pozzo ma comprano l’acqua da bere. Con la risaia che coltivano coprono 9 mesi del fabbisogno di riso della famiglia, utilizzando circa 100 kg di riso al mese.

Il papà lavora anche come muratore e la famiglia coltiva verdure e peperoncini. Hanno galline e anche un paio di mucche. Meno male che ogni tanto troviamo anche queste situazioni un po’ più tranquille, perché altrimenti dormire la notte, già complicato se uno pensa a tutte le situazioni che vede, diventerebbe impossibile.

Facciamo un tentativo finale alla casa di Khi Sokha, ma lei è ancora a scuola. Lei adesso ha 19 anni e ha appena iniziato a frequentare l’ultimo anno della scuola superiore.

A casa c’è la mamma con uno dei fratelli maggiori, che abita lì vicino, e uno dei nipotini. Sokha ha altri due fratelli più grandi, anche loro ormai indipendenti e sposati.

La famiglia ha una risaia, ma con il raccolto copre solo 4 mesi del fabbisogno. Il consumo è di 50 kg al mese per una spesa di circa 25-30 usd.

Facciamo qualche foto, lasciamo qualche vestitino per il piccolino, tutto contento di riceverli, e poi ci affrettiamo a rientrare perché si avvicina l’ora del tramonto, e io e Sokkea abbiamo il solito problema di rientrare a Kampot, possibilmente non con l’oscurità visto come è conciata la strada.

Sokkea è rimasto al Centro a lavorare sul budget 2024, che domani mattina dobbiamo discutere.

Due foto con Sokkea e Channa. Poi mascherina e K-way contro la polvere sollevata dalla strada, casco ben saldo sulla capoccia e siamo pronti a tornare. A domani.

La sera usciamo a mangiare con amici cambogiani in un ristorante proprio dietro la nostra guesthouse. Molto carino. Il menù è molto cambogiano e prevede pesce, lumache di lago e di fiume, insetti di vario tipo, che io mi guardo bene dal mangiare (anche se devo ammettere che a un certo punto ero quasi tentato). Ripiego su gamberi fritti e fried rice con pollo e lascio il resto agli altri.

E come ormai usuale……. Anche questo è Cambodia or bust…..