Avete mai cercato di insegnare ad una classe di circa dodici alunni Cambogiani come giocare a “Memory” naturalmente in inglese? Vi posso assicurare che è un divertimento unico, imbrogliano guardando le carte di nascosto e tenendosi li vicino. Cercano di imbrogliare gli altri indicando le carte sbagliati, poi se ci si mette anche Chanta, che diciamo la verità è un bambino un po cresciuto e non poi più di tanto, che si mette ad urlare ed incitare e dire in Khmer quale figura devono cercare se trovano una parola e non sanno cosa significa. Per fortuna avevo un asciugamano perché il sudore mi faceva bruciare gli occhi!
Adesso poi abbiamo rivalità perché la classe che studia nell’interno hanno sentito cantare The Wheels on the bus da quelli che studiano all’esterno e vogliano sapere perché non la possano cantare anche loro. Una risposta ci sarebbe, con quelli esterni ho una lezione di un ora e mezzo e troviamo il tempo. Con quelli interni solo un ora e Chanta ha sempre preparata la lezione. Ma come oggi abbiamo detto “basta lezioni noiosi” e abbiamo giocato a Memory troveremo anche il tempo per The Wheels on the bus.
Ogni giorno questi bambini e bambine mi sorprendono con la loro dolcezza e timidi e meno timidi segni d’affetto che mi mostrano.
È la sabbia nel l’orologio del tempo scorre inesorabilmente.
Niente foto oggi, non c’era tempo.
Jane Hartley

Non so cosa darei per condividere questi momenti con te! Un abbraccio. Ps: potresti fare scrivere in kmer il nome SEILA e mandarmi una foto. Il mio cambogianino sarebbe felicissimo